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Grotta Ispinigoli

Accesso utente

Ritratto di Luceluci
Categoria punto di interesse:

Grotta

Posizione e contatti

Loc Ispinigoli Dorgali
DorgaliNuoro
Italia
Latitudine: 40° 19' 5.052" N
Longitudine: 9° 36' 22.7268" E

Mappa © OpenStreetMap contributors

Latitudine: 40.318070° Gradi decimali
Longitudine: 9.606313° Gradi decimali
STATO della scheda: Scheda pubblicata controllata e promossa in prima pagina

Coordinate controllate

Dettaglio informazioni: 

 

Dal sito della cooperativa che gestisce la grotta, si legge

La Grotta di Ispinigoli è stata aperta al pubblico nel 1974 e da allora oltre 40.000 visitatori all’anno fanno il loro ingresso nel gigantesco antro in cui sorge la maestosa colonna calcarea alta 38 metri, la più grande d’Europa e una delle più alte al mondo.

La grande sala appartiene al complesso carsico Ispinigoli – San Giovanni su Anzu – sos Jocos.

Si tratta di tre grotte comunicanti che raggiungono la lunghezza totale di 17 km; questo sistema carsico si orienta in direzione Sud Ovest-Nord Est nelle viscere del monte S’Ospile con tre ingressi che si aprono a quote diverse. Ciò crea delle differenze di pressione che generano all’interno una corrente d’aria continua, con la temperatura che si mantiene di 16-17 gradi in tutte le stagioni.

Le grandi gallerie di questa cavità carsica sono caratterizzate da notevoli depositi di argilla, enormi colonne e innumerevoli bianche concrezioni. Nel fondo di questo complesso scorrono piccoli torrenti sotterranei che vedono la luce nella vicina Grotta di San Giovanni Su Anzu.

Il sistema venne esplorato in modo sistematico sin dal 1954 dal Gruppo Grotte di Nuoro che individuò il collegamento tra le due cavità. Le ricerche continuarono negli anni successivi ad opera dei grandi esperti della speleologia sarda: Padre Furreddu, Bruno Piredda e il piemontese Eraldo Saracco che nel 1965 perse la vita precipitando nel secondo pozzo della Grotta. A lui è dedicata la targa all’ingresso del ramo speleologico.

Nel 1995 gli speleologi di Dorgali e di Sassari trovarono il collegamento fra la Grotta di Sos Jocos e quella di San Giovanni di Su Anzu, anche se l’intero complesso non è stato ancora totalmente rilevato. La Grotta suscitò grande interesse scientifico per i ritrovamenti fossili di una lontra dell’era glaciale, importanti reperti archeologici di età nuragica (XVIIVI sec. a.C.), punica (VI-III a.C.) e romana (III a.C.-VI sec. d.C.) che testimoniano un lungo utilizzo della cavità carsica come luogo di sepoltura e di culto. Tra i rinvenimenti si segnalano i vaghi in pasta vitrea attribuibili all’età punica (VI – III sec. a.C.) e all’età romana e tardo romana (II sec. a.C. – VI sec.d.C.). Inizialmente questi ritrovamenti alimentarono la leggenda di un luogo legato ai sacrifici umani in epoca punica, perciò la voragine fu denominata L’Abisso delle vergini.

Dettaglio apertura: 
Annuale, con rallentamento mesi invernali
Dettaglio costo: 
8 euro intero, 4 ridotto
Animali ammessi: 
Si con restrizioni
Telefono: 
+39 338 8341618