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Diario di Viaggio Pasqua 2013 tra Castelli e Borghi Medioevali nelle province di Parma e Piacenza

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Ritratto di Marco Vaschetti

VENERDI’ 29 Marzo
Partiamo alle 20 da casa per raggiungere il rimessaggio, da dove, dopo le consuete operazioni,partiamo alle 20.45 con destinazione BOBBIO (PC). Imbocchiamo la A21 e dopo una veloce sosta per rifornimento di gasolio e un caffè proseguiamo spediti e senza traffico verso l’uscita di Piacenza sud.Da qui prendiamo laSS45 che ci condurrà alla nostra meta dove arriviamo verso mezzanotte, parcheggiando comodamente per la notte.

SABATO 30 Marzo
Abbiamo passato una nottata tranquilla, nonostante la pioggia incessante che non ci abbandonerà per tutta la giornata. Ci svegliamo alle 8 e dopo la passeggiata di rito conMarlin facciamo colazione e ci apprestiamo ad andare alla scoperta di questo borgo che è annoverato tra i "Borghi più Belli d'Italia" Molto suggestivo il Ponte Vecchio, detto ancheGobbo, per il particolare profilo.Di età romanica con rifacimenti successivi, è lungo 280 metri e comprende 11 archi diseguali tra di loro.

Diario di Viaggio in camper Pasqua 2013 tra Castelli e Borghi Medioevali nelle province di Parma e Piacenza

Lasciato il ponte, ci addentriamo nel borgo, oggi invaso dalle bancarelle del mercato, e raggiungiamo l’Abbazia di SanColombano.Sono aperti al pubblico il corridoio a piano terra, il chiostro principale e quello di servizio. Il Museo dell’Abbazia, recentemente ampliato e restaurato, ospita notevoli opere ed oggetti d’arte di epoca romana, medievale e rinascimentale. Dall’ala sud del chiostro si accede alMuseo dellaCittà, che è ospitato nei locali originali del IX° secolo: il refettorio con il grande affresco della “Crocefissione”, le cucine il cavedio interno e le
grandi cantine con le volte a botte. Attigua all’Abbazia troviamo la Basilica di SanColombano, costruita nella seconda parte del ‘400 sopra la chiesa conventuale anteriore al 1000.

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Dopo aver fatto un po’ di spesa al supermercato raggiungiamo finalmente il camper dove poter stare un po’ al caldo e soprattutto all’asciutto. Pranziamo e verso le 14.30 partiamo alla volta della nostra prossima meta:CASTELL’ARQUATO (PC), anch'esso annoverato tra i  "Borghi più Belli d'Italia" Parcheggiamo nell'ottimo Punto Sosta di Via Remondini, molto tranquillo anche per la sosta notturna.

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Dopo aver aspettato che la pioggia si calmasse un po’ siamo partiti alla scoperta di questo fantastico borgo. Troviamo basse case a schiera color mattone e vicoli stretti in acciottolato che portano alla cima del colle, dove si apre l’ampia piazza monumentale considerata una tra le più belle dell’Italia del Nord. La Rocca Viscontea, voluta dal comune di Piacenza ed eretta da Luchino Visconti tra il 1342 e il 1349, è una delle più notevoli fabbriche militari del Nord Italia. Presenta una pianta a L con la cinta minore di mura che dà sulla piazza.Oltre ai muri esterni oggi restano le quattro torri difensive, di cui solo quella orientale è integra.Sulla stessa piazza si resta anche affascinati dal gruppo absidale della Collegiata, una delle chiese più antiche del territorio, già esistente nel 756 con funzione di pieve battesimale, ricostruita dopo il terremoto del 1117 e consacrata nel 1122. Il fonte battesimale in pietra risale al VII-VIII sec., mentre il portale strombato, l’architrave e la lunetta scolpita sono del XII sec..Sul lato sinistro della chiesa troviamo il portico detto “del Paradiso”, perché ospita le tombe di personaggi illustri.Nel 1292 fu infine costruito il Palazzo del Podestà, sul lato nord della piazza monumentale.

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Soddisfatti di quello che abbiamo visto riprendiamo la via del camper e ne approfittiamo per un po’ di sano shopping gastronomico veramente notevole!!

DOMENICA 31 Marzo
Finalmente stamattina ci svegliamo con il sole ed un cielo da cartolina, e così dopo la solita passeggiata con Marlin ed una veloce colazione , decidiamo di fare ancora un giro per il borgo che con questa luce e questi colori è veramente affascinante.
Essendo oggi Pasqua, il parcheggio si è riempito all’inverosimile tanto da rischiare di non riuscire ad uscire , e così decidiamo di anticipare la partenza verso la nostra prossima meta: FONTANELLATO (PR), che raggiungiamo in soli 29Km. Troviamo facilmente posto nella comoda Area Attrezzata di Via XXIV Maggio.

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Dopo aver effettuato C/S e sistemato il camper pranziamo con calma e, visto che finalmente non piove più, possiamo anche far correre un po’ il nostro amico a 4 zampe! In soli 700/800 mt. raggiungiamo il bel centro storico con la bellissima Rocca San Vitale. La Rocca si erge al centro del borgo ed è completamente circondata da un fossato d’acqua. Nel 1124 venne eretta una prima torre di difesa da parte dei Pallavicino. A tale periodo risale la costruzione del mastio centrale che ancora oggi serve come porta d’ingresso attraverso un ponte di pietra (che sostituisce l’originale ponte levatoio). Nel 1386 le terre di Fontanellato, con relativa Rocca, furono cedute ai Sanvitale.Nel 1404 il Feudo venne trasformato in contea e la Rocca divenne una residenza signorile di notevole importanza Nel 1948 la famiglia Sanvitale vendette la Rocca all’amministrazione comunale. La Rocca presenta al suo interno diverse opere artistiche. La più importante è sicuramente la saletta di Diana e Atteone affrescata dal Parmigianino.Nella torre circolare di sud-est si trova una particolare curiosità: una camera ottica del XIX sec. , che, attraverso un sistema di specchi , riflette l’immagine della piazza antistante su uno schermo.
Verso le 17,30 torniamo al camper per un po’ di riposo anche perché abbiamo deciso di tornare in centro dopo cena per vedere la Rocca illuminata.

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LUNEDI’ 1 Aprile
Il sole di ieri è un lontano ricordo, ma almeno non piove e speriamo che non peggiori nel corso della giornata!Partiamo verso le 9,30 con destinazione SABBIONETA (MN), dove parcheggiamo nel comodo punto sosta.

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La città fu fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna tra il 1554 e il 1591, nel luogo in cui sorgevano una rocca ed un antico insediamento.Occupava una posizione strategica nel cuore della Pianura Padana.Sabbioneta, per il suo fondatore, doveva essere soprattutto una fortezza, e la potenza del suo circuito murario la rendevano sicuramente, a quei tempi, uno dei più muniti baluardi della Lombardia di dominio spagnolo. Sabbioneta fu soprattutto la capitale di un piccolo stato posto tra i grandi stati regionali: il Ducato di Milano ad ovest, il Ducato di Mantova ad est e il Ducato di Parma e Piacenza a sud del Po.
La cittadina, costruita in base ai principi umanistici della città ideale, ospita al suo interno diversi monumenti quali il Palazzo Ducale, residenza ducale e luogo dedicato all’amministrazione dello stato, il Teatro all’Antica,  primo edificio dell’epoca moderna costruito appositamente per tale funzione, la Galleria degli Antichi, Il Palazzo Giardino, le chiese dell’Assunta, Incoronata del Carmine, la Sinagoga e lo storico quartiere ebraico.
 

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Al termine di questa bella passeggiata in questo borgo così ricco di storia e di fascino, riprendiamo il camper e, percorrendo la SS343R, in soli 14Km. giungiamo a COLORNO (PR), dove parcheggiamo comodamente a due passi dalla reggia.
Dopo pranzo, visto il tempo clemente, approfittiamo di questo bel parcheggio per far giocare un po’ il nostro amico peloso e poi ci incamminiamo alla scoperta della Reggia, anche chiamata “la Versailles dei Duchi di Parma”.

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La struttura attuale del Palazzo venne iniziata dal Duca Ranuccio II Farnese nel 1660 quale omaggio alla moglie Margherita Violante diSavoia, grande appassionata di caccia alla volpe.I lavori di costruzione proseguirono sotto il figlio di Ranuccio II, il Duca Francesco Farnese sino al 1719.L’aspetto architettonico del cortile d’Onore presenta ancora i caratteri che gli conferì il grande scenografo Ferdinando Galli detto il Bibiena in collaborazione con l’architetto e scultore Giuliano Mozzani di Carrara.Di quest’epoca (1690-1711) sono ancora visibili: l’alta balaustra che nasconde il tetto a coppi, le quattro torri terminanti come aeree celle campanarie e le statue allasommità dell’edificio.Alla morte diAntonio Farnese nel 1731 succede al ducato di Parma e Piacenza Carlo di Borbone, che divenuto Re di Napoli nel 1734 trasferisce la totalità delle collezioni della Reggia nella città Partenopea, oggi sono esposte al museo diCapodimonte.Tra il 1749 ed il 1765 con i nuovi Duchi Don Filippo di Borbone e la moglie Louise Elisabette detta Babette figlia di Re Luigi XV il Palazzo vive il suo momento di massimo splendore.La Reggia di Colorno trasformata da grandi architetti quali Ennemond Alexandre Petitot eFrançois Antoine Carlier divenne in pochi anni una delle più sontuose residenze d’Europa.Alla morte del Duca Don Filippo di Borbone gli successe il figlio Ferdinando uomo pio e devoto che fece innalzare la cappella ducale di San Liborio ed un grande monastero domenicano di ben 99 sale. Importanti lavori di miglioria e restauro furono intrapresi durante il periodo napoleonico e nel corso del regno di Maria Luigia.
Nel 1862 il Palazzo divenuto proprietà della casa regnante dei Savoia venne dismesso e le importanti collezioni dei Borbone e di Maria Luigia andarono ad arricchire le residenze Sabaude del Quirinale a Roma e del Palazzo Reale di Torino.Nel 1871 il Palazzo ormai completamente spoglio venne venduto dal demanio dello Stato alla Provincia di Parma per 100 mila lire italiane.Dal 1978 la Provincia di Parma ha iniziato un imponente lavoro di restauro che ha portato all’apertura al pubblico del Piano Nobile (nel 1990), alla ricostruzione del Giardino alla francese (Maggio 2000) ed all’apertura dell’Appartamento del Duca Don Ferdinando di Borbone
Decidiamo di sfruttare appieno la giornata, complice il cambio dell’ora, e con la SP33 ci rechiamo a ROCCABIANCA (PR) per vedere l’omonimo castello
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Si tratta di un castello di pianta regolare,
quadrangolare, con i lati lunghi perpendicolari alle strade del paese che sboccano nella piazza del mercato (piazza Minozzi), in modo tale da trovarsi nel cuore dell'abitato. La natura evidentemente non solo romanticamente residenziale ma anche spiccatamente difensiva, e non avrebbe potuto essere altrimenti per un feudo posto all'incrocio di lotte sanguinose fra Rossi e Pallavicino, si nota dai possenti speroni angolari sull'asse meridiano, dal podio a tronco di piramide su cui poggia il fortilizio, dagli spioventi Al di sopra del blocco murario spicca il mastio a due livelli, posto nel cortile dalla parte opposta dell'ingresso principale: la struttura è analoga a quella di Torrechiara, Noceto, Varano Melegari e Castelguelfo.Gli elementi architettonici del complesso rivelano comunque le composizioni in epoche diverse e i rimaneggiamenti.
All'interno si trovavano una volta preziosi e celebri affreschi attribuiti a Niccolò da Varallo, con le Storie di Griselda (tratte dalla nota novella decameroniana) e il Ciclo astrologico, voluti da Pier Maria Rossi, e nel 1897 staccati e trasferiti nel Museo del Castello Sforzesco a Milano.
Il soffitto della sala del primo piano dove erano ospitati gli affreschi conserva ancora un fondo azzurro-firmamento forse allusivo alle gesta rossiane. Recentemente restaurata, con recupero di soffitti a cassettoni del tardo XV secolo, è proprietà privata.
Terminata anche questa visita, decidiamo di tornare nella bella area di sosta di Fontanellato che raggiungiamo con le SP10-SP44 . Per cena decidiamo di provare la pizza della pizzeria adiacente all’area: buona e con un prezzo più che onesto.

MARTEDI’ 2 Aprile
Oggi è l’ultimo giorno della nostra mini vacanza. Partiamo di buon’ora perché prima di intraprendere la strada di casa vogliamo ancora vedere la Rocca Meli Lupi di SORAGNA (PR) che raggiungiamo in soli 8 km. parcheggiando nel comodo Punto Sosta.

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La Rocca fu edificata nel 1385 dai marchesi Bonifacio ed Antonio Lupi che nel 1347 avevano avuto daCarlo IV l'investitura feudale sul territorio, potere che esercitarono fino alle soppressioni napoleoniche.È probabile che il primo fortilizio, a pianta quadra e con le quattro torri ai lati, sorgesse già in capo ad un anno, mentre nel 1392 fu completato il muro esterno.A quei tempi l'edificio si presentava come una poderosa rocca munita d’ogni difesa contro gli attacchi esterni.Col passare del tempo e il consolidarsi delle Signorie, le lotte tra feudatari si fecero però via via più rare e il castello poté quindi ingentilire le sue strutture e diventare un piacevole e comodo palazzo, pur conservando anche le sue strutture antiche. Il castello subì, infatti, dei consistenti rifacimenti strutturali soprattutto nel Cinquecento ma fu solo nel secolo successivo che divenne una sfarzosa residenza principesca, aspetto che conserva tutt'oggi. Successive modifiche sono state portate dal parmigiano Angelo Rasori e dal piacentino AntonioTomba rispettivamente nel ‘700 e nell' 800. La Rocca, arricchita nel tempo di innumerevoli opere d'arte e di inestimabili testimonianze del passato, è sempre rimasta di proprietà della famiglia Meli Lupi. Il castello di Soragna è a pianta quadra, con quattro torri ai lati ed una quinta al centro della facciata principale rivolta a sud, dalla torre di nord-ovest si snoda la Galleria dei Poeti che mette in comunicazione l'edificio principale con l'oratorio di S. Croce. La Rocca è citata come un esempio prezioso del primo Barocco: le sue sale, infatti, conservano inalterati gli originari mobili e arredi, realizzati e dorati in buona parte a Venezia, che spiccano per sontuosità ed eleganza. Non mancano, tuttavia, testimonianze da altri stili, debitori delle scuole parmense e lombarda. Pregevoli si rivelano le decorazioni a fresco ed a stucco che ornano le pareti della Rocca, dovute al talento da artisti come i fratelli Ferdinando e Francesco Galli “ Bibiena” che raffigurarono scene mitologiche ed episodi legati alla storia della famiglia, si ricordano poi le scene bibliche di GiovanniBolla, i suggestivi paesaggi e le nature morte di Giacomo Facchini, le figure allegoriche di Giacomo Mercoli e le rappresentazioni classiche di Giovanni Motta. All'interno del castello è possibile ammirare inoltre l'opera dei celebri artisti che qui si sono succeduti per oltre 600 anni: si tratta di pittori come Felice Boselli, il Brescianino e G.B. Lazzaroni, di scultori come Luigi da Co e Alberto Oliva, ed intagliatori come Lorenzo Aili.Esempio rigorosamente originale del Barocco trionfante nell'ultimo ‘600, perfettamente conservato senza contaminazioni da altri stili o epoche, è l'”appartamento nobile”, nell'ala est del primo piano, notevole per il pregio degli arredamenti e per gli sfarzosi intagli rivestiti d’oro zecchino. L'arredamento risale al 1681 e fu approntato in occasione delle nozze di Ottavia Rossi di
S.Secondo con Giampaolo Meli Lupi Primo Principe del Sacro Romano Impero e di Soragna.

Terminata quest’ultima visita decidiamo di dedicarci ad un po’ di “sano” shopping, e così attraverso le SS11-SS12 , ci rechiamo al Fidenza Outlet Village.
Verso le 13.30 partiamo con destinazioneTorino che raggiungiamo alle 16,30 con un viaggio tranquillo senza traffico.

Commenti

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Ritratto di camperlaia

Itinerario bellissimo che non ha bisogno di molti commenti. Qualche anno prima, avendo avuto a disposizione un'intera settimana ed essendo appassionati di Opera, oltre a tutte le mete citate abbiamo potuto arricchire questo viaggio con un vero e proprio pellegrinaggio nelle terre verdiane, a cominciare da Roncole di Busseto, dove oltre alla casa natale del grande maestro si può visitare liberamente la dimora dei Guareschi con gli innumerevoli ricordi di Giovannino Guareschi celebre autore delle storie di Peppone e don Camillo, anch'egli nativo di questo borgo; poi Busseto, con il bellissimo teatro e la casa-museo Barezzi; e ancora Villa Verdi a Sant'Agata, ricchissima di memorie del compositore, e dopo una breve deviazione all'Abbazia Cistercense di Chiaravalle finire a Parma e avere la fortuna di assistere ad una rappresentazione al Teatro Regio.

Due sole considerazioni a margine del resoconto: 1) tutte le località offrono un'accoglienza ideale per i camperisti e ovunque si incontrano aree attrezzate o semplici e tranquilli parcheggi idonei alla sosta libera. 2) A mio parere non conviene sprecare denaro per visitare l'interno della reggia di Colorno. Infatti a causa delle sistematiche spoliazioni perpetrate nel corso dei secoli, le sale appaiono desolatamente vuote e completamente disadorne, tanto che non senza imbarazzo la stessa guida è costretta ad arrampicarsi sugli specchi (se ce ne fossero!) per farne solo intuire il passato splendore. Lo sguardo d'insieme e una bella passeggiata nello splendido parco sono più che sufficienti per completare la visita.

Ritratto di Morena Salvemme

Viaggio bellissimo..... leggendo viene voglia di salire in camper e ripercorrere le strade visitando i luoghi descritti. 

Grazie Marco per la condivisione

Ritratto di Roberto Giansante

Grazie e complimenti Marco per aver condiviso il tuo viaggio!

Non vedo l'ora di ritornare in Francia