La festa

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Ritratto di Petronilla63
6° Incontro AreeAttrezzate.Eu
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LA FESTA

Era finalmente arrivato il momento e quella volta, sarebbero state tante.

Il signor Giovanni Maritozzi era il proprietario della pasticceria del paese di Bencistò e aveva fatto in modo di attirarle grazie allo zucchero della sua attività.

Le stava studiando da tempo, quella era una delle sue tante passioni e, tutte le volte che poteva, si prodigava con mille attenzioni per rendere il loro arrivo e la loro permanenza una vera festa.

Il caro signor Maritozzi, era un uomo allegro dal volto bonario e sempre sorridente, aveva una parlantina inarrestabile e non stava mai fermo un attimo, proprio come la specie animale che studiava con interesse.

Per il grande evento era riuscito a coinvolgere altre personalità del paese, il sindaco in primis che aveva dato il permesso di allestire una zona idonea all'arrivo dello sciame, sguinzagliando diversi addetti per la ripulitura e l'allestimento della suddetta zona; la signora Gloria Cartacanta, tipografa; il signor Minimo Almassimo e figlio, titolari di una rinomata officina meccanica; la signora Jodica Bromo in Salso, fisiatra e, non da ultimi, molti ragazzi della polisportiva "Bencistò Calcio", scrupolosi e organizzatissimi (pensate che tra di loro c'era pure "Cacio Man" spargitore di formaggio), ai quali era stato assegnato il compito, assolutamente impegnativo, di gestire i pasti per l'imminente arrivo.

Per tutti loro era già cominciata, la festa intendo, i preparativi e la fibrillazione che li animava facevano, a mio modesto parere, parte della festa stessa e, l'attività frenetica di tutti quelli che stavano preparando il gran successo dell'evento si percepiva nell'aria.

Come l'odore dello zucchero filato della Premiata Pasticceria Maritozzi che da tanto tempo deliziava l'etere.

Poi, come d'incanto, nel primo giorno d'autunno che ancora così non era, nella bruma delle primissime luci dell'alba, dove ancora i contorni delle cose sono tremuli e indistinti, eccole là.

Nei loro bozzoli squadrati, grigiastri nella penombra ma, candidi, lucenti e quasi abbaglianti sotto ai primi raggi del sole.

Qualcuna era arrivata di notte ed era passata inosservata ma sapevano tutte di doversi radunare lì.

E adesso, che l'ultima alba estiva era già superata stavano luccicando come distesa di neve al sole.

Una vera gioia per gli occhi.

La Frullinaria Giringiro Migrantis, era una stupefacente farfalla dai colori sgargianti e decisamente rumorosa, quello era il suo nome specifico ma era comunemente chiamata la Camperosa.

Avreste potuto cercare con attenzione ma, salvo rari casi di Camperose gemelle, non ne avreste mai trovata una uguale all'altra.

Avevano tutte la propria livrea personale, alcune alte, altre basse. Alcune robuste, altre graciline. Alcune giovani, altre anziane. Alcune spavalde e altre timide e riservate ma tutte, proprio tutte, con un animo conviviale molto marcato.

Si poteva trovare, a volte, una Camperosa solitaria ma, prima o poi, il richiamo del gruppo sarebbe stato troppo forte e si sarebbe unita.

Si spostavano non in volo, come qualcuno potrà erroneamente credere, ma rotolando il loro bozzolo che, essendo squadrato sfidava qualsiasi legge fisica; l'unica cosa che in loro volava, era la fantasia e qualche esemplare ne era decisamente fornito.

Il bozzolo fungeva anche da rifugio e spesso ci convivevano gruppi familiari che erano in simbiosi con piccoli esemplari pelosi di altre specie.

Maritozzi, quel giorno era al settimo cielo. Le aveva tutte lì, le sue farfalle preferite.

Aveva preparato per loro diversi avvenimenti che sapeva, sarebbero stati molto graditi.

Sapeva, per averle a lungo studiate, che tra di loro ci sarebbero stati esemplari interessati alla scrittura che di conseguenza avrebbero avuto bisogno di una tipografia.

Sapeva che la meccanica avrebbe interessato molti, difatti, i loro bozzoli possedevano motori con tutte le loro problematiche e, l'officina Almassimo avrebbe fatto al caso loro.

Sapeva poi, della struttura termale che la signora Jodica aveva messo a loro disposizione. Un vero toccasana corroborante per rilassare le ali dopo lunghi ed estenuanti viaggi.

E il cibo? Sapeva che la specie era ghiotta di grigliate e amava crogiolarsi tra i fumi bruciacchiati pregustando il sapore di salsicce e spiedini e, si era adoperato in tal senso preparando nel campo sportivo del paese una bella e riuscita festa campestre.

Al mattino presto di quel 22 settembre, si era presentato al punto di raduno e notando la moltitudine indisciplinata degli esemplari, aveva deciso di farsi aiutare.

Difatti, nello sciame, erano presenti esemplari lider che, negli anni si erano affezionati a lui e, ogni volta che organizzavano un raduno erano sempre presenti e, con affettuosa partecipazione lo aiutavano a gestire quella moltitudine colorata, chiassosa e svolazzante.

Detto, fatto!

A quel punto, dal nulla, comparvero delle coloratissime bandiere che, librandosi al vento, come le Camperose presenti, guidarono il gruppo alla conquista del paese di Bencistò attirando, con ammirazione e curiosità, gli sguardi di molti abitanti.

Passarono, in beatitudine, questi brevi giorni.

Tra sorrisi, canti e abbracci, tra riconoscimenti e premiazioni, tra storie commoventi di vite meravigliose e storielle fantasiose di esilaranti barzellette, gonfiando i cuori di ricordi da usare come ricostituente per gli imminenti mesi invernali.

Pian piano, salutando con un pò di tristezza che caratterizza la fine di ogni vacanza, le Camperose ripartirono, come erano arrivate, in silenzio, chi all'alba e chi al tramonto lasciando, dietro di sè uno strascico luccicante, una polverina impalpabile che si era appiccicata addosso a tutti coloro che si erano conosciuti o semplicemente avevano rinforzato i legami.

Una polverina che, se guardata bene, spazzolandola o soffiandola via, si ricostruiva magicamente ricomponendosi nell'aria in una scritta evanescente...."A presto".

Per chiunque si possa riconoscere in questa storia, ogni riferimento è puramente casuale e invece, a chi non è stato menzionato e non si è riconosciuto in nulla, sappia che è comunque nei miei pensieri.

Sarà per la prossima volta.

Milena

Commenti

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Ritratto di Roberto Giansante

Bellissimo racconto